Ma le app mobile sono ancora (davvero) utili?

Mobile web o app mobile? Ovvero: gli utenti preferiscono un sito web ottimizzato per la navigazione mobile o una vera e propria app mobile?

Nel 2015 il trend sembrava definito: in tutto il mondo - esclusi gli USA - gli utenti preferivano nettamente il mobile web, l'uso di app mobile era in evidente calo. (fonte: VentureBeat)

Poi a fine 2016 il sorpasso: per la prima volta gli accessi a internet da device mobile (smartphone, tablet, etc.) hanno superato quelli da desktop (computer).

Dai dati di Ofcom consumer research (ottobre 2016) quasi il 90% degli intervistati ha dichiarato di disporre e di utilizzare uno smartphone, contro il 63% per computer desktop.

Anche per Google, smartphone in netto predominio, soprattutto rispetto al desktop.

Ma il punto è: al di la della diffusione, se ci riferiamo al Cinema e nello specifico all'esercizio cinematografico, quindi l'obiettivo è "vendere biglietti", su cosa conviene investire? App Mobile o Mobile Web?

Vediamo i dati di vendita: nelle sale che utilizzano il sistema di vendita Tix - e quindi la biglietteria Point Break - l'incidenza delle prenotazioni da app mobile negli ultimi tre anni è stato questo:

  • 2014: 23,9%
  • 2015: 25,9%
  • 2016: 30,8%

Ma il dato davvero interessante è questo: nel 2016 gli utenti unici mensili (mese medio) di cinemaz.com sono stati poco meno di 300.000; nello stesso anno, complessivamente le app mobile sono state usate da circa 57.500 utenti. Quindi il 16% degli utenti (quelli mobile) ha contribuito al 30,8% delle prenotazioni.

Ecco il vero motivo per cui l'app mobile è importante: l'utente dell'app mobile ha una propensione all'acquisto quasi doppia rispetto all'utente desktop.

Forse, volendo fare un'analisi più accurata, dovremmo togliere dagli utenti di Cinemaz quelli che non hanno visitato il sito con l'intento di prenotare: Milano per esempio è la terza città per visite su cinemaz.com, e lì non abbiamo cinema. Anche così, la propensione all'acquisto degli utenti mobile resta comunque molto più elevata rispetto a quelli desktop.

Certo, una corretta presenza mobile è onerosa e impegnativa: i due market - Google e Apple - richiedono a noi sviluppatori continua attenzione e continue modifiche per adeguarci alle variazioni che introducono (soprattutto Apple); le applicazioni che funzionano bene sono quelle scritte in codice nativo, per cui bisogna evitare le scorciatoie, e questo comporta costi più elevati e tempi di sviluppo più lunghi.

Volete un'idea del costo di un'app mobile? Ecco due siti che affrontano il tema:

  • MobiLoud ci dice chiaramente che il costo di un'app realizzata da un "reputable developer or agency" si aggira tra i 25.000 e i 50.000 dollari (e non sono tanto lontani dalla realtà)

  • AppVsWebSite (il nome è chiaro, è un progetto creato da un network di sviluppatori) nel sondaggio iniziale chiede subito se il vostro budget è maggiore o minore di 10.000 dollari. E se la risposta è "minore", vi dice subito di lasciar perdere :-)

Quindi: niente scorciatoie, app mobile native, pensate sostanzialmente come strumento di vendita, pochi fronzoli, poche distrazioni, perché quell'utente non vuole essere intrattenuto ma punta a un acquisto rapido.

Il costo di realizzazione (e gestione, non dimentichiamolo) di un'app nativa probabilmente è fuori portata per molti esercizi cinematografici. In ogni caso investire su uno strumento di vendita (neanche autonomo, perché è solo un pezzo di un mosaico più ampio) che darà risultati nel medio/lungo periodo è un'idea che metterebbe alla prova anche l'imprenditore più coraggioso, soprattutto se nel frattempo ha dovuto investire su proiettori, poltrone, condizionamento, etc. etc.

Pensando a questo, anni fa abbiamo definito un'offerta completa per il Cinema, che andasse proprio a colmare quei vuoti che solo i circuiti cinematografici maggiori possono curare professionalmente.

Non è stato sempre un percorso di successi, anche noi abbiamo commesso errori e - per esempio - siamo caduti nella tentazione di realizzare le app mobile non tramite il codice nativo ma usando gli strumenti offerti dal mercato che consentono di fare le app come fossero un sito web per poi "incapsularle" in un contenitore che le rende simili a quelle native. Ma è una scorciatoia che non paga: problemi di velocità, di fluidità, di dimensione e anche di compatibilità, per cui spesso dovevamo assistere utenti con smartphone leggermente fuori standard, dove alcune funzioni non giravano correttamente.

Quasi due anni fa abbiamo affrontato l'investimento di rifare tutte le app in codice nativo: i risultati sono evidenti, anche questo ha contribuito a un maggior utilizzo da parte degli utenti.

A proposito di strumenti: se avete fatto click su uno dei due link a inizio articolo, avrete notato che sul sito di destinazione è comparso - in basso a sinistra - un messaggio che si può aprire e che presenta un mio messaggio di spiegazione e un link.

Anche questo è uno strumento di marketing da tenere d'occhio: consente infatti di condividere con i propri utenti (clienti, amici, etc.) un link che reputiamo interessante o utile, avendo però la possibilità di fissare su quella pagina una nostra presenza, un nostro commento, una nota, una spiegazione e ovviamente un link. In altre parole: caro utente, ti mando a leggere una roba che potrebbe interessarti, ma non ti mollo del tutto.